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iw1awh
15th July 2010, 18:20
KENWOOD TS-2000 con HRD e DM780




Analisi della logica di funzionamento per le trasmissioni nei modi digitali



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Premessa

Con l’avvento di HRD e di DM780, molti amici radioamatori hanno sperimentato l’integrazione nella stazione del controllo da computer del proprio apparato e l’uso delle comunicazioni con le tecnologie digitali.

All’inizio i meno avvezzi all’uso dei computer si possono sentire spaesati ma poi con un po’ di costanza e di sperimentazioni i risultati iniziano a arrivare e le soddisfazioni pure.

Da quando ho avuto l’onore di diventare un beta tester di questa suite di programmi e di conoscere quindi le sue evoluzioni da lunga data sperimentandole tutte, molto spesso ho avuto modo di incontrare amici che avessero necessità di qualche aiuto.

Tra questi quelli che in assoluto hanno avuto inizialmente più problemi da sempre sono i possessori di un ottimo apparato di ultima generazione della Kenwood, ovvero del TS-2000.

Ancora oggi che possiede questo rtx e inizia a sperimentare HRD e DM780 si trova con qualche difficoltà iniziale ma questo non per un problema di HRD con questo RTX né per un problema del TS-2000 in senso stretto, ma perché occorre capire la filosofia progettuale di entrambi i sistemi per capirne le problematiche e poterle aggirare.

Con moltissimi amici via email abbiamo spesso “chiacchierato” su questo argomento arrivando praticamente sempre alla soluzione.

Mi sono ripromesso di riuscire una volta per tutte a raccogliere le informazioni che sfortunatamente sono avvenute tramite scambio di email dirette in un piccola guida che possa essere condivisa e arricchita di informazioni man mano che se ne presentasse l’occasione sulla base della collaborazione di tutti i possessori di questo rtx.

Premetto che io non ho mai avuto il piacere di possedere questo RTX e quindi la mia esperienza è data unicamente da quello che ho letto sul manuale del TS-2000, dalla lettura del forum internazionale di HRD e dai feedback ricevuti da coloro che hanno applicato quanto discusso via email con successo.

Non è quindi detto che se avete un problema con HRD e il vostro TS-2000 in questa guida troverete la vostra soluzione, il vostro problema potrebbe dipendere il larghissima misura anche da altri fattori che sarebbe impossibile razionalizzare e codificare in poche righe, però sicuramente se vi è sfuggito il particolare modo di operare di questo programma ed i questo transceiver potreste avere difficoltà a comprendere alcuni comportamenti anomali.

Non è altresì detto che queste poche righe siano esenti da errori, questo articoletto ha la speranza di essere un testo aperto alle vostre correzioni e indicazioni che arricchiranno la comunità.

Le ipotesi presentate non sono sicuramente le uniche ne per forza le migliori ma solo un modo di affrontare ma soprattutto di capire un problema.

La cosa importante nel nostro hobby e condividere le informazioni, ognuno ha i propri limiti e ognuno parte da una base culturale differente, il bello è proprio crescere !

Quindi vediamo di iniziare con l’analisi di questa misteriosa “porta seriale” dei computer che è spesso origine di confusione.



Un po’ di storia : la porta seriale per gli usi HAM.

La porta seriale, detta anche COM Port nel mondo Windows, esiste sui personal computer praticamente da sempre.

Uno dei computer che divenne presto popolare nell’ambito radioamatoriale come sostituto delle telescriventi meccaniche per fare la RTTY fu il Commodore C64 e già anche in questo computer negli anni 70 era presente la porta seriale.

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La porta seriale veniva usata al posto della interfaccia current loop all’uscita del demodulatore per RTTY detto anche TU.

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Il demodulatore riceveva i toni audio della stazione sintonizzata dall’RTX e tramite filtri centrati sulle frequenze dei toni di mark e space della emissione del corrispondente, generava alla sua uscita un treno di impulsi 1 e 0 che rappresentava il carattere trasmesso dal corrispondente secondo il codice baudot a 5 bit più un carattere di start e uno stop.

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Questo treno di impulsi veniva mandato alla porta seriale e gli zero e uno ricevuti ricomponevano il carattere trasmesso.

Nell’altro senso, in trasmissione, tipicamente la porta seriale il treno di impulsi uno e zero che venivano mandati al circuito di chiusura dell’ingresso FSK del trasmettitore che si occupava in RTTY di spostare la sua carrier della quantità di shift prevista dal modo (tipicamente 170 Hz). In alcuni casi, specie in seguito, venne introdotto un oscillatore che generava i due toni anziché pilotare il TX, questo per rendere più flessibile le operazioni di interfacciamento con diversi apparati.

Semplificando in sostanza la porta seriale veniva usata per inviare e ricevere dati da un modem il quale si occupava poi di interfacciarsi vero l’rx e il tx.

Restava il problema di come attivare la trasmissione e come riportare il sistema in ricezione in quanto usare i commutatori di PTT sugli RTX per quanto fattibile era macchinoso e laborioso.

L’interfaccia seriale secondo lo standard RS232 prevede un canale (un filo, un contatto sul connettore, un circuito) in cui avviene la ricezione dei dati seriali, un canale dove avviene la trasmissione dei dati seriali. Oltre a questo, con lo scopo di arbitrare e regolare il flusso di informazioni ricevute e trasmesse e gestire i problemi di tempi di attesa obbligatori specie nelle macchine elettromeccaniche, nell’interfaccia seriale secondo lo standard RS232 erano predisposti una ricca serie di canali e di segnali addizionali. La dotazione RS232 prevedeva molte funzioni , basti pensare che ad esempio era prevista una linea per essere informati dell’arrivo di una telefonata (Ring) e che quindi dovevamo sollevare il telefono e abilitare il modem a una risposta e molto molto altro.

Con tutta questa ricca e corposa dote di segnali, visto che in ambito RTTY non erano direttamente applicabili, si pensò bene di sfruttare qualcuna di queste linee inutilizzate per interfacciarla verso un comando di selezione Tx/Rx.

Spesso quindi veniva utilizzata la linea logica di RTS (Request To Send, richiesta di trasmettere del protocollo RS232) della porta seriale per pilotare un transistor e un relè che faceva commutare il PTT dell’RTX. Questa linea era quindi facilmente programmabile nella stessa porta dove venivano inviati e ricevuti i dati da trasmettere e quindi il tutto era automatizzato e sincronizzato con il testo da inviare o ricevuto.

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L’avvento dei dispositivi multi modo

Successivamente alla RTTY divennero popolari altri modi come l’Amtor, il Packet e altri.
I “modem” divennero più di uno fino a qundo non diventarono più sofisticati e si iniziarono a vedere dei modem multimodo spesso inseriti insieme ai TNC, solo per ricordarne un paio citerei il Kam o il Pk232.

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Tutti questi dispositivi di fatto gestivano una entrata e una uscita audio verso il ricetrasmettitore (in alcuni rtx si collegavano al posto del microfono e al posto dell’altoparlante).

I loro circuiti o il loro processore si occupava poi in base al modo selezionato di inviare alla uscita un carattere sempre tramite interfaccia seriale.

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Tutti i computer, quali essi fossero, bastava che disponessero di una porta seriale e di un programma (tipicamente una specie di emulatore di terminale evoluto) e erano in grado di diventare dei sistemi per la sperimentazione dei modi digitali.

Anche in questo caso veniva usata una linea di controllo, tipicamente RTS, per dire al multi modem/tnc a sua volta di mandare il PTT all’RTX (all’interno del TNC si trovava anche il circuito per pilotare il PTT).

Questo sistema è stato di fatto così per molti anni e speso lo si trova ancora in alcune stazioni (e il funzionamento è assolutamente perfetto).


Fine prima parte (post 1 di 3 - continua)

iw1awh
15th July 2010, 18:36
La seriale : utilizzo del protocollo CAT.

In molti però si è instaurata una convinzione non esatta, ovvero che l’interfaccia seriale nel mondo dei radioamatori fosse sinonimo di “modi digitali” e che tra queste due cose esistesse una relazione biunivoca.

In realtà per diversi anni è stato così, ovvero l’unica cosa che poteva scorrere su un cavo collegato a una interfaccia seriale erano i dati da trasmettere o ricevere, sottolineando però che la modulazione e demodulazione obbligatoria per pilotare un RTX veniva fatta comunque da un dispositivo esterno, un tnc o multi modem.

A un certo punto però iniziarono a comparire sul mercato dei nuovi RTX che disponevano di una connessione per computer …. !

Questa connessione veniva spesso indicata come Remote o CAT, anche se all’inizio diversi produttori adottavano nomi più fantasiosi. CAT ad ogni modo era un acronimo di un “concetto”, CAT indicava Computer Aided Transceiver, ovvero identificava la possibilità del ricetrasmettitore di essere in qualche modo governato da un computer.

Tralasciando il fatto che l’introduzione di questa possibilità venne fatta utilizzando spesso nuovi protocolli o livelli di interfaccia differenti (i cui principali oggi sono il bus CI-V, la comunicazione in TTL e l’RS232), di fatto questa presa tramite qualche “scatolina” poteva essere collegata al computer.

Questo collegamento sempre sulla porta seriale del computer però NON serve per portare i dati da trasmettere o da ricevere in digitale. Questo collegamento ha come scopo quello di poter impostare da computer una frequenza e un modo operativo senza doverlo fare sul pannello dell’rtx (questo quanto meno le funzioni principale che furono introdotte con il CAT).

E’ importante mettere a fuoco questa distinzione.

La porta seriale di un PC collegato a un RTX sulla porta CAT serve unicamente per comandare o leggere frequenza, modo operativo e qualche altro parametro dell’RTX.

La porta seriale collegata a un “modem” serve a inviare e ricevere dati (per un modo digitale) e a inviare il comando per passare in trasmissione o ricezione.

Tipicamente quindi la prima evoluzione che si ebbe dopo l’iniziale introduzione del CAT era schematizzabile in un computer con due porte seriali, una per il “digitale” e una per impostare da pc la frequenza dell’rtx.

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In seguito le funzioni Cat vennero estese e oggi con alcuni moderni RTX possiamo fare con i comandi da PC di fatto qualsiasi cosa saremmo in grado di fare se fossimo di fronte al pannello dell’RTX. Tranne rari casi (come i modernissimi rtx in tecnologia SDR) è però da sottolineare che si tratta sempre di dati inviati o ricevuti su una interfaccia per consentirci di usare le impostazioni dell’RTX e NON per inviare o ricevere i dati per comunicazioni digitali.



La scheda audio come modem

Una delle ultime evoluzioni, grazie alla maggiore potenza che è venuta via via a essere disponibile con i moderni computer, è stata quella poi di sostituire il modem esterno con una funzione equivalente ma impostata via software nel PC.

Il passo successivo ha quindi visto l’invio da parte dell’RTX del segnale audio ricevuto anzichè al modem/tnc, alla scheda audio del nostro computer dove con appositi programmi e processi fatti grazie ai Dsp presenti nelle schede audio, di fatto effettuiamo la decodifica del segnale.

La stessa cosa avviene ovviamente nel lato opposto, ovvero sarà la nostra scheda audio a generare i toni che vengono inviati all’ingresso del trasmettitore anziché farlo fare dal modem esterno.

Tutto ciò porta al vantaggio di avere un hardware standard e economico da poter usare per i modi digitali ma soprattutto da non dover cambiare quando si vuole sperimentare una nuova modalità, un nuovo schema di codifica/decodifica di trasmissione digitale. Cambiamo il software installandolo nel computer e continuiamo a usare la scheda audio come modulatore e demodulatore (sempre rimanendo nell’ambito delle sperimentazioni normali che avvengo in ambito radioamatoriale medio, non mi riferisco certo a sperimentazioni da ricercatore).

Quindi come schema a blocchi il nostro sistema si sarebbe alquanto semplificato, pur essendo più flessibile.

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Abbiamo l’RTX connesso alla scheda audio (tramite una eventuale interfaccia che altro non è che un semplice disaccoppiatore per separare galvanicamente l’rx dal pc) e di una porta seriale (eventualmente connessa tramite una interfaccia per adattare i livelli in base al tipo di Cat dell’apparato).

Esempio di interfaccia audio connessa all’RTX.

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Esempio di interfaccia CAT connessa all’RTX.

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Il PTT non c’è più ?

Nell’analisi abbiamo però tralasciato il comando di PTT. Come mai non lo troviamo ?

In realtà dipende, ma in alcuni RTX esiste la possibilità di inviare un codice, un comando CAT, tramite comunicazione seriale all’RTX dal PC dove nel comando che inviamo più o meno diciamo “RTX, passa in trasmissione appena ricevi e interpreti questo comando”. Il microprocessore a bordo dell’RTX se ha questa funzione implementata nel suo set di comandi, leggerà la richiesta e la metterà in atto ponendo l’Rtx in trasmissione.

Ecco che in questo caso anche se non abbiamo più la linea che finisce fisicamente a chiudere un contatto sull’rtx per il PTT di fatto otteniamo la stessa cosa con un codice inviato sulla seriale.

Per ora ci fermiamo qui ma più avanti torneremo su questo punto per ampliare meglio questo particolare molto importante.

La seriale dal punto di vista dei programmi

Un altro concetto (di massima) di origine informatica riguarda il fatto che una porta seriale è un dispositivo sequenziale ad accesso esclusivo e non un dispositivo ad accesso casuale condiviso. Una porta seriale possiamo immaginarla come una telefono tradizionale. Possiamo chiamare una persona qualsiasi con il telefono ma possiamo parlare con una persona alla volta. Dobbiamo agganciare e fare un’altra telefonata per dialogare con un altro interlocutore. Il telefono non è disponibile per altri mentre siamo in conversazione e chi tentasse di chiamarci in quel momento troverebbe occupato. Questo concetto del telefono si può traslare ai programmi che usano l’interfaccia seriale (sempre in generale, ci sono delle eccezioni speciali). Un programma che “apre” una porta seriale, la impegna per i suoi scopi di comunicazione e quindi quella data porta risulta occupata per qualsiasi altro programma che tenti di usarla. Ad esempio se il nostro RTX riceve comandi da un dato programma CAT (ovvero un programma che si prefigge come scopo quello di impostare o leggere le funzioni dell’rtx come la frequenza), se tentiamo di farlo comunicare anche con un altro programma CAT la cosa non funzionerà perché l’RTX è connesso a una porta seriale che è già occupata.



Ham Radio Deluxe : filosofia generale della v.5

Passiamo ora a analizzare brevemente come funziona HRD 5 che è l’altro elemento importante per comprendere come mettere tutto insieme.

Oggi, in HRD v.5.x abbiamo diversi moduli, HRD, Logbook2009 con Dx Cluster, Digital Master 780, Hrd Rotator, Hrd Sat tracking.

HRD v.5 segue una diversa filosofia rispetto al passato. Il Nome infatti di HRD viene usato oggi per la suite creando ogni tanto un pò di confusione, in realtà la missione di HRD è quella di controllare da computer il ricetrasmettitore, stop !

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Quello che fa HRD è occuparsi di aprire la comunicazione verso l'rtx usando le porte di comunicazione seriali e tramite il protocollo cat invia comandi che tipicamente possono essere del tipo :

HRD : su che frequenza sei sintonizzato ?
RTX : sono a 14.225.0
HRD : in che modo di emissione si impostato ?
RTX : sono impostato in USB
HRD : spostati a 14.235.0
RTX : fatto
HRD : mettiti in RTTY
RTX : fatto

La porta CAT verso l’RTX è quindi impegnata dal modulo HRD e quindi non disponibile per nessun altro programma che voglia comunicare con l’RTX. Ma se HRD parla con la radio, come fa DM780 a impostare ad esempio la frequenza su cui vogliamo trasmettere ?

HRD v5 dialoga con DM780. Non dobbiamo collegare cavi o essere connessi a internet, semplicemente occorre settare dei parametri che permettono al modulo "Digital Master 780" di dialogare con Ham Radio Deluxe come se fossero due computer in rete che parlano tra loro (ma per noi tutto ciò è trasparente). Ecco quindi che tutti i comandi richiesti per l’RTX da DM780 vengono “girati” a HRD che si occupa di inviarli all’RTX.



Digital Master 780.

Di cosa si occupa DM780 ? Si occupa di codificare o decodificare dei suoni, tradurre dei segnali in lettere e viceversa. DM780 usa la scheda audio (al momento infatti non gestisce la fsk) come se fosse un modem. Prende un carattere e lo trasforma in un suono grazie alla scheda audio. Un suono che viene inviato alla scheda audio grazie a DM780 viene riconosciuto e diventa un carattere. I "suoni" sono dipendenti in realtà dal sistema che vogliamo usare e quindi dalla codifica che dovremo applicare, ma tutto ciò di base avviene come se noi avessimo dentro a dm780 grazie alla scheda audio un numero molto grande di diversi modem dedicati ai vari sistemi come la rtty, il psk, la sstv, hell, etc etc.

Ricordiamoci però che DM780+scheda audio sono come un modem, ovvero elaborano suoni, quindi segnali audio che tipicamente noi dovremmo mandare al posto del microfono e prelevare al posto dell'altoparlante del nostro rtx, non hanno nulla a che fare con la seriale.



La comunicazione tra moduli della suite di HRD

Tutti i moduli di HRD si basano su questo concetto di comunicare attraverso la rete.

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Non mi dilungo oltre in questa guida nell’analisi degli altri moduli, per chi volesse approfondire raccomando e caldeggio la lettura dell’articolo apposito su questo forum al link :
http://forums.ham-radio.ch/showthread.php?t=18512 (http://forums.ham-radio.ch/showthread.php?t=18512)

Quello che è importante è aver compreso che HRD è il programma che dialoga per leggere e impostare i comandi verso/dall’ rtx e che per fare ciò usa una porta seriale collegata al nostro TS-2000 tramite protocollo CAT.

DM780 invece dialoga con HRD ma per decodificare o per trasmettere deve avere la scheda audio del PC connessa all’RTX.
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Trasmettiamo in digitale con il TS-2000

Supponiamo ora che vogliamo trasmettere in PSK. Abbiamo settato il nostro HRD, settato DM780, impostato il TS-2000, collegato l’antenna eccetera eccetera.

DM780 viene posto in PSK e scriviamo il nostro testo che verrà inviato come toni alla scheda audio la cui uscita sarà connessa alla presa dedicata per l’ingresso AFSK o dei modi digitali (la presa microfono ovviamente non si usa). Nel nostro caso la presa a cui verrà inviato il segnale audio nel TS-2000 è la presa ACC2.

Tutto bene ! Ma come fa il nostro trasmettitore a passare in trasmissione quando su DM780 clicchiamo TX ? Quello che accade in generale è che DM780 manda la richiesta a HRD, non avendo DM780 nessun collegamento con l’RTX. HRD non ha una linea di PTT connessa sulla seriale perché la linea seriale è già impegnata a governare i comandi CAT. Fortunatamente nei comandi CAT c’è il comando per andare in TX, quindi anziché chiudere un interruttore che dovrebbe essere connesso al PTT dell’RTX, invia il codice relativo e l’apparato commuta in TX ! Il gioco è fatto. Peccato che non funzioni…

Il TS-2000 commuta in TX ma non riusciamo a pilotare il TX con la modulazione che stiamo inviando e di conseguenza non vediamo indicazione di PO.

Troveremo il motivo analizzando bene il manuale del TS-2000 e cercando di capire la sua logica (tenendo anche presente che questo ottimo RTX è stato introdotto sul mercato ancora non era così diffusa la gestione d computer delle radio via cat e che il progetto ha qualche anno).

I progettisti che hanno pensato a gestire la parte computerizzata di questo apparato hanno scritto un protocollo CAT che per l’epoca era ottimo, ricchissimo di comandi, per l’epoca sicuramente il più completo che esistesse.

I progettisti che hanno pensato a gestire le elettroniche per la gestione delle varie modalità di trasmissione hanno ben identificato la necessità di dotare l’apparato di ingressi per le varie sorgenti di modulazione in modo che potessero sempre essere connesse senza che però fossero di fastidio o interferenza una con l’altra.

Per la SSB rispetto alla telegrafia era semplice. Quando commutiamo in CW il microfono viene escluso e quindi mentre trasmettiamo i nostri punti e linee non raccogliamo i rumori ambiente.

Per i modi digitali AFSK (come il PSK, Olivia, Domino, SSTV, etc) dovevano fare qualche cosa di analogo. Ma a differenza della telegrafia dove l’abbassamento del tasto effettua una chiusura di un “interruttore” che manda in TX l’apparato e a differenza del microfono dove il pulsante di PTT ci abilita la capsula, per i modi digitali serviva un comando che dicesse al TS-2000 di andare in TX e che chiudesse invece l’ingresso del microfono.

Ora è probabile che i progettisti abbiano pensato che l’uso per la maggiore sarebbe stato in fonia e quindi hanno deciso che il comando ricevuto via CAT per passare in TX sarebbe stato quello che abilitava la trasmissione con il microfono inserito. Quindi questo comando non abilita la presa posteriore ACC” e quindi non consente al nostro RTX di ricevere il segnale che stiamo inviando.

Per filosofia progettuale hanno invece pensato che l’ingresso al modulatore del TS-2000 sarebbe stato abilitato sull’ingresso posteriore ACC2 nel momento in cui fosse stato chiuso il contatto predisposto per il PTT sempre sulla presa ACC2.



I comandi di trasmissione del TS-2000

Vediamo di schematizzare riassumendo quindi come è concepito questo RTX nel disegno che segue.
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Abbiamo capito che di fatto abbiamo diversi PTT in gioco.

Il PTT sul microfono che abilita l’ingresso del microfono.
Il PTT che viene ricevuto come comando CAT via seriale che abilita ancora l’ingresso del Mic.
Il PTT mandato con una linea su un pin della presa ACC2 e abilita l’ingresso tramite ACC2.
Il PTT del CW tramite il tasto (questo non è un vero e proprio PTT)

Da come possiamo a questo punto immaginare la soluzione potrebbe essere semplice.
Occorre usare una linea della seriale come l’RTS per mandarla al PTT sul connettore ACC2 e siamo a posto.
Si però non possiamo mandarla con la COM perchè questa è già in uso da HRD ed è impegnata per dialogare con la radio per il protocollo CAT… e poi DM780 sta dialogando con HRD non con la seriale …


Fine seconda parte (post 2 di 3 - continua)

iw1awh
15th July 2010, 19:32
Una possibile soluzione

La soluzione c’è, ed è anche semplice, vediamo prima a livello hardware come andrebbe predisposto il tutto dando uno sguardo al disegno complessivo completo.

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Ci serve una seconda COM port, un’altra seriale. Sui PC desktop è possibile che sia già predisposta in quanto questi venivano dotati sempre con COM1 e COM2. In ogni caso se per caso non fosse disponibile, per pochissimi euro si trovano delle schedine PCI da montare nel bus del pc per aggiungere altre porte seriali fisiche. Se il nostro PC è un portatile o se non ha slot pci, possiamo anche collegare un adattatore usb/rs232, anche questi si trovano per pochi euro, e dopo aver installato il suo driver avere a disposizione la seconda porta com che ci serve (esistono anche degli adattatori usb che convertono il segnale creando due o quattro porte seriali virtuali).

Una volta che abbiamo le due porte seriali sul pc, ne useremo una per comandare il TS-2000 via CAT e quindi leggere o impostare la frequenza, mentre la seconda la useremo per i “servizi” e quindi la gestione del PTT per i modi digitali o per la manipolazione in telegrafia.

Questa seconda porta dovrà avere un minimo di circuito per adattare la chiusura del PTT al comando della linea RTS, un opto isolatore potrebbe essere la soluzione migliore ma anche un paio di transistor possono fare alla abbisogna, su internet esistono infiniti esempi di semplicissimi circuiti per comandare il PTT da linea RTS della seriale (stessa cosa per l’eventuale comando del CW che potremmo fare ad esempio con il segnale DTR).

Il comando del PTT così ricavato deve essere collegato sulla presa ACC2 ed esattamente sul pin 9 con la massa sul pin 8.

Quindi, partendo dalla Com2 avremo il pin 7 (RTS) che và a un optoisolatore (e la massa del pin 5 sull’altro piedino dell’optoisolatore) e l’uscita di questo optoisolatore và al pin 9 e pin 8 dell’ACC2.

Il segnale in uscita dalla scheda audio, passerà da un eventuale trasformatore di interfaccia (isolamento galvanico) e poi andrà a collegarsi sui pin 11 e pin 12 della ACC2.

Il segnale in uscita dal main rx del TS-2000 attraverso il pin 3 e pin 4 della ACC2 passerà da un eventuale trasformatore di interfaccia (isolamento galvanico) e poi andrà a collegarsi all’ingresso della scheda audio.

La scheda audio può essere la scheda audio interna del PC oppure molto più convenientemente una scheda audio dedicata ai soli modi digitali, magari esterna su usb così da non avere interferenze.

La COM1 avrà collegati i pin 2 e 3 oltre alla massa sul pin 5 e un loop sul pin 7 e pin 8 sia lato PC sia lato TS-2000 con un cavo a tre conduttori (in alternativa un cavo a 5 conduttori potrebbe avere connessi i pin 2, 3, 5, 7, 8 senza loop). Riferirsi alla documentazione sul manuale del TS-2000.

La COM2 non avrà connesso nulla sulle linee dati rx e tx (pin 2 e pin 3) ma solo sulla linea di handshake RTS e quindi il pin 7 (ed eventuale DTR sul pin 4).

Lato hardware abbiamo tutto pronto.

Analisi delle impostazioni software

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Su HRD avremo il nostro collegamento per il Cat già settato e funzionante, verifichiamolo comunque nella scheda Connect di HRD.

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Ora su DM780 questa possibilità è stata presa in considerazione anche per altri scopi (non solo per il TS-2000). Dobbiamo settare la scheda di gestione del PTT da Dm780.

Andiamo quindi su DM780.

Clicchiamo su TOOLS e poi su Program Options (o premiamo sulla tastiera F8).
Andiamo sulla scheda PTT.
Notiamo che l’impostazione predefinita dovrebbe essere con accesa l’opzione che dice “via Ham Radio Deluxe – Dm780 must be connected to HRD.” nel riquadro “Ham Radio Deluxe”.

Invece settiamo come opzione quella del primo riquadro “COM Port” abilitando la voce “via Serial (COM) port”.
Settiamo poi quale è la porta alla quale abbiamo collegato il circuito di PTT, ad esempio la COM2 (nella casella di selezione a fianco a Port).
Se abbiamo usato il segnale RTS per comandare il PTT mettiamo il flag su “Set RTS (request-to-send)”, se invece abbiamo usato il DTR accendiamo laltra opzione (tipicamente il DTR lo useremo invece per il CW e si imposta in un’altra scheda).
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Fatto questo anche il nostro soft sarà a posto e saremo in grado di trasmettere tranquillamente da DM780 con il TS-2000.

Il PTT verrà mandato da DM780sulla linea della seriale di servizio, il TS-2000 lo riceverà sul pin del PTT dell’ACC2 e quindi abiliterà l’ingresso audio dal relativo pin sempre sul connettore ACC2.

Verificate il cablaggio dei vari pin della ACC2 con il manuale del vostro rtx e con la vostra dotazione di interfacce o collegamenti che avete in stazione.

La potenza di uscita la regolerete ovviamente regolando il livello del mixer di uscita dellla scheda audio. Attenzione a non eccedere, specie in Psk non bisogna mai che entri in azione l’Alc.



Conclusioni

Ricordo che questo è un esempio e uno spunto per approfondire meglio la cosa, null’altro.

Sapendo ora la logica che abbiamo analizzato potremmo individuare altre soluzioni.

Ad esempio se non vogliamo utilizzare una seconda COM potremmo realizzare un circuito con un VOX che quando rileva la presenza del segnale audio invia automaticamente il PTT sul connettore ACC2 e tutto funzionerà perfettamente. Su internet ci sono dozzine di schemi di questo tipo facili da realizzare. Invece una soluzione commerciale che implementa questo tipo di soluzione ad esempio è la Signalink usb della Tigertronics.

Potremmo anche cercare sul mercato una soluzione commerciale che preveda già due porte come nella interfaccia pc/rtx, ad esempio la Navigator della Us Interface ha una porta CAT e una porta Com a parte dedicata ai servizi come ptt e altro.

Và poi citata un’altra possibilità che però mi è impossibile descrivere a causa della enorme quantità di proposte di questo tipo tutte diverse tra loro.

Questa possibilità viene offerta insieme ad alcune interfacce commerciali e consiste nel creare delle porte com virtuali che vengono arbitrate da un software di controllo. Questo software assegna di fatto a più di un programma la stessa porta seriale fisica facendo credere al programma di parlare con porte differenti.

Questi programmi “Router” hanno configurazioni guidate che ci permettono di realizzare la stessa cosa avendo una sola interfaccia e una sola com port.

Per i più smaliziati con l’informatica và suggerito anche di curiosare sui software di emulazione COM che si trovano gratuitamente su internet e con i quali si può ottenere lo stesso risultato dopo qualche smanettamento, ad esempio con l’ottimo Virtual Serial Port Emulator VSPE.

Tutte queste ultime ipotesi non sono affrontabili in un documento ma sono certo che saprete risolverle una volta che avrete afferrato le basi descritte del perché vi si presenta il problema di interfacciare il TS-2000 con HRD e DM780.

Auguro a tutti una buona sperimentazione e un invito a collaborare e a diffondere sempre con i colleghi le vostre esperienze.




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Rick iw1awh.


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